Teoria della gravità con Giovanni Amelino-Camelia

E’ cominciato Giovedì il Festival della Scienza a Genova. Lavorando in centro è facile capire quando c’è il festival per via delle numerose “gite” scolastiche che si vedono in giro. L’evento è in effetti orientato ad un pubblico molto giovane che ama scoprire la fisica e le scienze tramite esperimenti semplici e divertenti. Ma per i più grandicelli ci sono le numerose conferenze tenute da scienziati importanti e su argomenti mediamente più complessi. (Nella foto: capsula di rientro del Soyuz al Festival della Scienza)
Capsula di rienro del Soyuz al Festival della Scienza

Ieri ho preso il biglietto per tutto l’evento (fino a Martedì 4 Novembre) e ho segnato alcuni eventi a cui mi piacerebbe partecipare. Il primo oggi è stato l’intervento di Giovanni Amelino-Camelia, un ricercatore che si occupa di studiare e spiegare la struttura dello spazio-tempo e gli effetti gravitazionali su scale di spazio molto piccole, dal micron in giù.

Il problema è interessante perché la fisica “classica” (fra cui relatività generale di Einstein che si occupa proprio della gravità e che funziona benissimo per oggetti macroscopici come pianeti e stelle) ha qualche difficoltà su scale molto piccole dove altri fenomeni - detti quantistici - hanno luogo.

Il problema è anche difficile da affrontare sperimentalmente perché su scale piccole le particelle che si hanno a disposizione sono molecole, atomi e particelle subatomiche che producono effetti gravitazionali molto piccoli - al momento troppo piccoli per essere misurati.

Amelino-Camelia non è andato nel dettaglio, ma ho capito che sta investigando una direzione in cui lo spazio-tempo non è continuo ma quantizzato. La metafora più semplice è quella del cinema, dove i movimenti sembrano ripresi in modo continuo nel tempo ma in realtà sono quantizzati a 24 fotogrammi al secondo. Nella teoria del ricercatore questi fotogrammi della fisica sarebbero dell’ordine di 10^44 al secondo. Metafora a parte, credo che la ricerca in questione riguardi la quantizzazione di tutte le variabili possibili (spazio, tempo, energia, ecc), le implicazioni in un contesto relativistico e la coerenza con i dati sperimentali. Ma appunto non si è entrato molto nei dettagli.
Rimando alla sua pagina personale per gli approfondimenti.

Interessante l’attenzione di Amelino-Camelia alla validazione sperimentale. Mi sembra di capire che l’approccio sia quello di portare questi effetti microscopici su scale macroscopiche dovo possono essere misurati più facilmente. Per esempio le radiazioni emesse da stelle lontane potrebbero, per effetto della lunga distanza percorsa, moltiplicare effetti microscopici fino a renderli rilevabili con gli strumenti oggi a disposizione.

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